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Più abitazioni a prezzi accessibili: urgente e realizzabile

Il Consiglio federale, pur riconoscendo che i costi dell’alloggio pesano parecchio sul bilancio delle economie domestiche, è contrario a sostenere maggiormente cooperative e altri enti di utilità pubblica affinché ci siano più abitazioni a prezzi accessibili. L’iniziativa va attuata con urgenza negli agglomerati dove risiede la maggior parte della popolazione. Essa è poco dispendiosa poiché utilizza strumenti la cui efficacia è consolidata.

Lo stesso Consiglio federale afferma, nel suo messaggio del marzo 2018, che “l’iniziativa popolare riprende un aspetto importante per quanto riguarda l’offerta di alloggi in Svizzera. Come indicano gli elevati costi di abitazione che incombono sulle economie domestiche meno abbienti e l’incremento del numero di pendolari, per chi è alla ricerca di un alloggio, in particolare per chi ha un ridotto potere d’acquisto, è difficile trovare un’abitazione adeguata ai propri bisogni” (messaggio, pag. 2). L’iniziativa promuove le abitazioni degli enti di utilità pubblica, che da tempo costruiscono nelle città e nelle campagne alloggi a prezzi accessibili perché non calcolati sulla redditività.

Società immobiliari alla ricerca del profitto

In questi anni il mercato dell’alloggio ha subito un’evoluzione preoccupante: se nel 2000 il 60% delle abitazioni apparteneva ai privati, oggi è il caso solo per il 47%. E questo non certo a beneficio degli enti pubblici o delle cooperative di abitazioni, che nel 2017 possedevano il 4% rispettivamente l’8% del parco immobiliare, bensì a favore di società immobiliari (assicurazioni, banche, fondi di investimento, società anonime, ...), passate dal 29% al 39% tra il 2000 e il 2017, con un incremento di 300'000 alloggi in termini assoluti. Risultato: abitazioni troppo care e mal situate. Rispetto alle pigioni applicate dalle cooperative le abitazioni sul libero mercato sono di due mensilità annue più care, nelle città addirittura di tre mensilità. Carlo Sommaruga, presidente dell’ASI svizzera, sottolinea come in Svizzera gli alloggi vuoti sono tanti quanti sono gli alloggi totali nella capitale. Ma nella stessa Berna non ce ne sono di vacanti e nella città si assiste tuttora a una situazione di penuria. È urgente trovare delle soluzioni per gli agglomerati, confederazione e cantoni devono agire.

Der Bundesrat gibt vor, die Situation zu verbessern, indem er den Fonds de Roulement über die nächsten zehn Jahre mit 250 Millionen Franken realimentiert. Tatsächlich führt dies aber dazu, dass jedes Jahr weiterhin nur 800 bis 900 gemeinnützige Wohnungen gebaut werden, was in etwa dem jetzigen Stand entspricht. Der Anteil der gemeinnützigen Wohnungen wird damit weiter sinken.

Ampliare l’utilizzo di strumenti da tempo collaudati

Le cooperative di abitazione hanno accesso ai terreni grazie al diritto di prelazione già noto alle legislazioni ginevrina e vodese, e possono acquistarli a prezzo di mercato attingendo ai prestiti del fondo di rotazione, la cui dotazione sarà sensibilmente aumentata. I prestiti vengono poi rimborsati e fruttano nel frattempo interessi alla confederazione. Le cooperative costruiscono dove c’è bisogno e i risanamenti energetici sono possibili senza la perdita di alloggi a prezzi accessibili. Balthasar Glättli, vice presidente ASI, conclude: le pigioni aumentano di anno in anno. È nell’interesse di tutta la popolazione avere pigioni accessibili: l’iniziativa è necessaria, attuabile ed efficace.

A livello nazionale l’iniziativa è sostenuta da un’ampia alleanza:

  • ASI associazione svizzera inquilini
  • Cooperative d’abitazione svizzere
  • PS partito socialista / gioventù socialista
  • i Verdi / giovani verdi
  • Unione sindacale svizzera e UNIA
  • HabitatDurable
  • USU unione studenti universitari
  • FARES, federazione svizzera delle associazioni dei pensionati
  • AVIVO, associazione per la difesa dei diritti dei pensionati
  • AvenirSocial, associazione professionale svizzera delle professioni sociali
  • Esercito della salvezza

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